“…nel conto corrente cointestato con firma disgiunta è consentito a ciascun cointestatario eseguire le operazioni in piena autonomia…”.

Così ha stabilito l’ABF (Arbitro Bancario Finanziario), in un caso in cui si domandava di accertare se sussistesse in capo alla banca l’obbligo giuridico di valutazione delle operazioni su un conto corrente cointestato a firma disgiunta.

In particolare, un correntista si lamentava per il fatto che il cointestatario avesse svuotato il conto corrente, senza alcuna opposizione dell’intermediario.

Precisa l’ABF che la banca, tuttavia, non ha alcuna responsabilità.

Invero, è perfettamente lecito che uno dei contitolari possa anche prelevare l’intera somma depositata sul conto, senza che la banca possa chiedergli l’esibizione dell’autorizzazione degli altri cointestatari.

La banca deve approfondire le richieste avanzate dal cliente solo se ricorrano circostanze anomale quali, ad esempio, richieste di prelievo di somme in contanti non in linea con la normale operatività del cliente o richieste di effettuare operazioni mai eseguite e per importi non trascurabili.