“La registrazione di conversazioni da parte del privato vittima di condotte estorsive o usurarie con il soggetto autore di comportamenti violenti e/o minacciosi … anche se veicolata attraverso la successiva trascrizione dei contenuti da parte delle stesse forze dell’ordine, rappresenta una semplice trasposizione del contenuto del supporto magnetico e costituisce una mera forma di memorizzazione fonica di un fatto storico utilizzabile quale prova documentale” (Cass. pen. 25 settembre 2020, n. 26766).

Così la Cassazione ha fatto chiarezza in un caso in cui veniva sostenuta l’inutilizzabilità delle registrazioni private effettuate dalla vittima del reato in quanto “intercettazioni illegittime”.

Ma facciamo un passo indietro per capire il contenuto della massima.

Le intercettazioni sono le registrazioni compiute dalla polizia giudiziaria, in corso di indagini, su ordine del p.m., autorizzato dal giudice.

La legge stabilisce in maniera rigida quando e come.

Se un privato, in autonomia, per provare che è vittima di un reato, registra una conversazione: questa non è un’intercettazione ex art. 266 cpp.

Né lo diviene se viene consegnata alle forze dell’ordine e queste l’acquisiscano nel corso delle indagini.

Tale memorizzazione fonica di un fatto storico, dice la Cassazione, sarà semmai utilizzabile quale prova documentale.

Di diverso avviso era, però, la difesa dell’imputato, nel caso di specie, perché qui le cose si svolgevano diversamente.

Mentre era in corso un colloquio con l’usuraio, il privato inviava una telefonata ai carabinieri (i.e. telefonica a tre), i quali potevano ascoltare e registrarne il contenuto (contestuale e remoto).

Sulla scorta di tale evidenza, il pubblico ministero decretava d’urgenza l’intercettazione delle utenze telefoniche, che il gip convalidava.

I giudici ermellini hanno, comunque, ritenuto legittimo il modus operandi, rammentando che vi è interferenza con la vita privata (e quindi violazione dell’art. 8 CEDU) solo quando la registrazione telefonica o ambientale sia operata da uno degli interlocutori con mezzi messi a disposizione delle autorità investigative e nel contesto di un’indagine ufficiale.

Tante sarebbero le questioni d’approfondire (tra tutte la sentenza Torcasio S.U. 28 maggio – 24 settembre2003 n. 36747) ma, per oggi, abbiamo già affrontato molti concetti.

A disposizione per ogni chiarimento.