Nel mese di dicembre, ho concluso il corso di bioetica organizzato dal Consiglio d’Europa. Nell’ambito del modulo sulla ricerca biomedica, si è parlato di vaccini.

Ho ritenuto, quindi, interessante proporvi una sintesi di quello che ho appreso.

Come è stato sviluppato il vaccino Covid-19?

I vaccini sono medicinali che stimolano nel sistema immunitario un processo perché si attivino le difese nel nostro corpo contro un organismo esterno. In questo modo, quando entriamo in contatto con l’agente patogeno, il nostro corpo ha già a disposizione le difese per combatterlo.

Per realizzare il vaccino anti-Covid 19 si è proceduto come segue:

1. PRIMO STEP: FASE DI STUDIO E DI RICERCA
In questa fase si è identificata la struttura del vaccino, definendo la tecnologia per la sua creazione in modo che questi potesse essere protettivo. Si è deciso quali componenti della SARS dovessero essere acclusi per determinare una risposta immunitaria. Si è fatta una produzione in piccola scala e si sono compiuti studi e verifiche per ottenere un vaccino “stabile”.

2. SECONDO STEP: STUDI PRE CLINICI
Una volta individuato il vaccino se ne studiano in maniera approfondita le conseguenze in ambito animale, in modo da individuarne la tossicità. Ad esempio, ci si chiede se possa creare infertilità o problemi nello sviluppo umano.

3. TERZO STEP: SPERIMENTAZIONE SULL’UOMO
Dapprima si testa su un piccolo numero di persone, studiando la sicurezza, l’efficacia e la risposta immunitaria per, poi, agire su migliaia di soggetti. Le sperimentazioni cliniche sull’uomo devono seguire rigide regole scientifiche ed etiche, nonché devono essere approvate dalle autorità competenti al fine di salvaguardare la sicurezza ed i diritti dei partecipanti. Per dare meglio un’idea di cosa succede durante questa fase:

FASE A
Si inietta il vaccino in 20-100 soggetti e ci si chiede:
• Si è ottenuta la risposta immunitaria?
• Il vaccino è abbastanza sicuro per poterlo studiare su scala maggiore?
• Qual è la giusta dose da utilizzare?

FASE B
Si testa il vaccino in centinaia di volontari e ci si chiede:
• Qual è la migliore dose da usare?
• Quali sono gli effetti indesiderati più comuni?
• C’è una risposta immunitaria in più persone?

FASE C
Si fornisce il vaccino in migliaia di persone (circa 30.000 di cui il 25% con età superiore ai 65 anni; persone con problemi respiratori e cardiovascolari) e ci si chiede:
• Il vaccino protegge contro la malattia? Lo si compara con i risultati ottenuti dal placebo o vaccini non-Covid
• Quali sono gli effetti indesiderati meno comuni?

MONITORAGGIO
• per almeno un anno dalla vaccinazione
• gli effetti collaterali generalmente si evidenziano dopo 4-6 settimane dopo l’ultima dose di vaccino

Concluse queste fasi, pur continuando il monitoraggio, si è passati alla valutazione e all’approvazione del vaccino.

Facciamo un inciso, però.

L’EMA, che è l’Agenzia europea per i medicinali, ha dichiarato che, prima ancora dell’approvazione dei vaccini e, quindi, nel corso della fase di progettazione, ha interagito costantemente con i ricercatori e le case farmaceutiche, facendo presente quali fossero gli standard da soddisfare in ogni fase.

E ciò poiché l’obiettivo della ricerca e della produzione del vaccino anti Covid è quello di prevenire il diffondersi della malattia, con un alto grado di affidabilità, pur nella consapevolezza che, all’esito dell’iter sopra descritto, non si avranno informazioni sulla protezione a lungo termine del vaccino, né se lo stesso protegga da infezioni asintomatiche, né se il vaccino blocchi la trasmissione del virus nella comunità.

Tutte queste domande avranno una risposta tra anni.

Alcuni hanno obiettato che la produzione del vaccino contro il covid-19 è stata troppo veloce.

In effetti, generalmente, quando non vi è una pandemia, queste fasi appena descritte si svolgono in serie, una dopo l’altra, con addirittura delle pause, fino a coprire un arco temporale di 5-10 anni, prima che il vaccino venga elargito alla popolazione su larga scala.

Per il vaccino contro il Covid-19, sono state compiute tutte le fasi, con lo stesso rigore, ma in un periodo di tempo più limitato, a volte pure in parallelo.

La mole di dati e sperimentazioni eseguite è la stessa identica a quella che sarebbe stata ottenuta se l’attività non fosse stata svolta in urgenza e, quindi, su un arco temporale maggiore.

Gli standard di qualità, sicurezza ed efficacia, sostiene l’EMA, sono i medesimi. C’è stata unicamente una compressione dei tempi ma senza riduzione dei dati numerici e, quindi, delle risultanze probatorie sulla scorta delle quali può approvarsi un vaccino.

I vaccini all’esame dell’EMA sono 4:

Due vaccini a RNA messaggero

– Pfizer-BioNTech (BNT162b2)
– Moderna (mTNA-1273)

Due Vaccini basati su vettori virali (adenovirus)

– Astra Zeneca / Oxford (ChAdOx1-SARS-CoV-2)
– Janssen (Ad26.COV2.S)

Qual è la differenza?

Tradizionalmente, i vaccini contengono virus indeboliti o proteine distintive del virus che vengono purificate.

• Un vaccino a mRNA è diverso, in quanto invece di ricevere direttamente attraverso un’iniezione una proteina virale, al ricevente viene somministrato materiale genetico – mRNA. Quando queste istruzioni genetiche vengono iniettate nel deltoide, queste entrano nelle cellule muscolari, le quali traducono le informazioni ricevute al fine di produrre la proteina virale direttamente all’interno del corpo del ricevente.
Questa modalità imita ciò che il virus SARS-CoV-2 fa in natura; in questo modo si fornisce al sistema immunitario una sorta di anteprima di come appare il vero virus, senza però poter essere in grado di causare direttamente la malattia. Così si garantisce al sistema immunitario il tempo per produrre gli anticorpi per neutralizzare il vero virus qualora l’individuo dovesse essere infettato.

• Con il vaccino con adenovirus, invece, si inietta un virus che generalmente causa lievi infezioni respiratorie che, modificato in laboratorio, fa da vettore. L’adenovirus, cioè, consegna gli antigeni che provocano la produzione degli anticorpi contro il Covid-19. Questa tecnica è stata usata in passato per combattere la tubercolosi e l’HIV. Il vantaggio di questo tipo di vaccini è che sono sicuri e hanno pochi effetti collaterali. Di fatto si inietta un virus che già si conosce e gli si iscrivono nel DNA le informazioni che servono perché il nostro corpo le legga e produca la risposta immunitaria contro la malattia che si vuole debellare.


4. QUARTO STEP: VALUTAZIONE E APPROVAZIONE DEI VACCINI

La valutazione e l’approvazione del vaccino viene compiuta dagli esperti del settore.

L’immissione nel commercio viene, invece, autorizzata dalla Commissione europea che è l’organo esecutivo e di governo, a cui partecipano i rappresentanti degli Stati membri.

Il ruolo dell’EMA è quello di garantire che le prove generate nella fase di studio e di produzione del vaccino vengano analizzate in maniera critica ed indipendente. L’agenzia inoltre emana delle raccomandazioni sull’utilizzo dei vaccini, tenendo a mente la salute pubblica ed i diritti dei cittadini europei.

Vengono approvati solo vaccini con prove che mostrino in modo convincente che ci siano più benefici degli effetti collaterali.

Per la prima volta è stata creata una task force apposita alla quale hanno partecipato esperti ed associazioni, in modo da garantire fin dalle prime fasi un monitoraggio continuo nel processo di realizzazione dei vaccini antiCovid19.

A differenza delle procedure standard, l’EMA è stata interpellata dalle case di produzione dei vaccini fin dalla fase di studio e sviluppo. Infatti, generalmente, solo quando è stata completata la sperimentazione clinica sull’uomo viene interpellata l’EMA col deposito di un copioso documento di richiesta di valutazione e approvazione del vaccino.

Nel caso dei vaccini anti-Covid19, invece, periodicamente, venivano inviate all’EMA delle relazioni sui risultati ottenuti in ogni fase e l’Agenzia era, fin da subito, autorizzata a chiedere chiarimenti o verifiche ulteriori.

Solo alla fine della fase di “rolling review”, le case farmaceutiche hanno quindi potuto produrre la richiesta formale di approvazione; che è stata processata molto più velocemente proprio grazie alle continue interrogazioni precedenti.

Dopo l’approvazione, la casa farmaceutica è comunque chiamata al monitoraggio per un anno.

Questa procedura unificata è valida per tutti gli Stati membri dell’Unione europea e, quindi, pariteticamente per tutti i cittadini europei.

L’8 gennaio ci sarà una nuova riunione pubblica, in cui verranno date maggiori informazioni.

Nel mentre, mi interrogo sull’importante ruolo e responsabilità dell’EMA e così di tutto il personale intervenuto nella vicenda.