Torniamo a parlare di riservatezza medica e tutela dei dati sanitari.

Come noto i medici ed il personale sanitario in generale sono tenuti a non divulgare dati o informazioni relative ai propri pazienti.

Il divieto di divulgare informazioni sensibili sul paziente continua anche dopo la sua morte.

 

Ma per quanto tempo?

Non vi è un approccio uniforme in Europa.

Secondo gli orientamenti del British General Medical Council i criteri da considerare prima di eventuali divulgazioni sono:

  • Se vi sia stata una richiesta specifica di riservatezza
  • Se la divulgazione può causare disagio, o avvantaggiare, oppure rivelare l’identità del partner o della famiglia del paziente
  • Se le informazioni siano già di pubblico dominio o possano essere rese anonime

 

E se il paziente è un personaggio pubblico?

Chiedete al dottor Claude Gubler cosa ne pensa, condannato a quattro mesi, con pena sospesa, per aver pubblicato un libro, intitolato Le Grand Secret.

Nel 1996, immediatamente dopo la morte del Presidente, il medico curante rendeva pubblica la lunga battaglia di Mitterand contro il cancro durante tutto il periodo della sua presidenza, che era stata tenuta nascosta al pubblico francese.

Il libro scatenava un dibattito sul giusto equilibrio tra il diritto di sapere del pubblico e il diritto alla privacy individuale.

I tribunali francesi decretavano il divieto temporaneo sulle vendite con divieto permanente alla pubblicazione del libro, multando inoltre gli editori.

La Corte EDU, tuttavia, investita della causa introdotta dalla casa editrice nei confronti dello Stato francese (Plon Société vs Francia) per violazione dei diritti umani, accoglieva il ricorso ritenendo che, in effetti vi era stata una violazione della libertà di espressione.

Invero, sebbene lo Stato potesse difendere le proprie leggi imponendo responsabilità civili e penali in caso di violazione della riservatezza ove ‘necessario in una società democratica’, il divieto permanente alla distruzione del libro non rispettava più una ‘pressante necessità sociale’ ed era sproporzionato rispetto allo scopo.

Vietare in modo permanente la pubblicazione di un libro sulla malattia di Mitterand, dopo 9 mesi e mezzo dalla sua morte, pareva inappropriato.

In conclusione, con le dovute precauzioni ed accorgimenti, la Corte ci sta dicendo che la riservatezza medica debba cedere il passo al sapere pubblico quando si tratti di personaggi pubblici.